Assumere Ferro fa Gonfiare la Pancia?

Scritto da Redazione ProVegan  |  Nutrizione  |  0 Commenti

Il gonfiore addominale è un disturbo molto comune che può derivare da numerose cause, tra cui intolleranze alimentari, sindrome dell’intestino irritabile, stitichezza, aerofagia e perfino stress.

Ma c’è un’altra possibile causa che spesso viene trascurata: l’assunzione di ferro.

È vero che il ferro è un minerale essenziale per il nostro organismo, necessario soprattutto per la produzione dei globuli rossi e il trasporto dell’ossigeno.

Tuttavia, quando se ne assume troppo rispetto al fabbisogno, può causare diversi disturbi gastrointestinali tra cui, appunto, meteorismo e gonfiore addominale.

Per questo è sempre meglio assumere degli integratori di ferro di qualità e rispettare le dosi consigliate dal produttore.

Vediamo quindi più nel dettaglio il legame tra ferro e pancia gonfia, quali sono le cause e i rimedi per alleviare questo fastidioso sintomo.

assumere ferro fa gonfiare la pancia. due donne con la pancia piatta

Perché il ferro fa gonfiare la pancia?

L’assunzione eccessiva di ferro, specialmente sotto forma di integratori, può provocare disturbi a livello dell’apparato gastrointestinale tra cui nausea, vomito, stipsi, diarrea e appunto gonfiore addominale.

Questi effetti collaterali sono dovuti al fatto che una quantità eccessiva di ferro non viene assorbita completamente a livello intestinale.

Di conseguenza la parte che rimane nel lume intestinale va ad alterare la fisiologia dell’intestino, provocando irritazione della mucosa.

Si genera così un circolo vizioso:

  • il ferro in eccesso irrita la parete intestinale, questo porta ad un aumento delle contrazioni dell’intestino nel tentativo di eliminarlo.
  • Però queste contrazioni eccessive intrappolano aria che non riesce ad essere espulsa, causando il meteorismo tipico del gonfiore addominale.
  • Inoltre il ferro in eccesso può alterare la composizione del microbiota intestinale, andando a favorire la proliferazione di batteri che producono gas, il che contribuisce ad aggravare il gonfiore.

Quando il ferro fa gonfiare la pancia: le situazioni a rischio

Esistono alcune condizioni nelle quali è più probabile andare incontro a gonfiore addominale in seguito all’assunzione di ferro, in particolare:

  • Carenza di ferro: Paradossalmente, quando si soffre di anemia sideropenica è più facile avere disturbi gastrointestinali con l’integrazione di ferro, perché l’organismo non è abituato ad assimilarne grandi quantità.
  • Terapie prolungate: Più a lungo si assume ferro, maggiore è il rischio di accumulo e quindi di effetti collaterali. Per questo motivo è importante sapere per quanto tempo gli integratori di ferro vanno assunti.
  • Dosi eccessive: Ovviamente più ferro si assume, maggiori sono le possibilità di irritazione intestinale. Bisogna stare attenti a non eccedere con il dosaggio.
  • Intolleranze alimentari: Chi soffre di intolleranze come il glutine o il lattosio può avere una mucosa intestinale più sensibile e quindi più suscettibile all’irritazione da ferro.
  • Sindrome dell’intestino irritabile: I pazienti con IBS hanno spesso una parete intestinale più vulnerabile agli stimoli irritativi.
  • Post-intervento intestinale: Dopo un intervento di chirurgia intestinale, la mucosa ha bisogno di tempo per riprendersi completamente e quindi è più sensibile.

In tutti questi casi è bene prestare molta attenzione ai sintomi quando si assumono integratori di ferro e, in presenza del minimo disturbo.

Consultare il proprio medico per valutare un eventuale aggiustamento del dosaggio o della terapia.

I rimedi per il gonfiore da ferro

Se assumere ferro vi provoca gonfiore addominale, niente paura. Esistono alcuni rimedi e accorgimenti che potete mettere in pratica per alleviare questo fastidioso sintomo:

  • Ridurre il dosaggio: Parlatene con il vostro medico, potrebbe essere sufficiente abbassare leggermente il dosaggio giornaliero di ferro.
  • Assumere durante i pasti: Prendere l’integratore durante i pasti può aiutare a mitigare gli effetti collaterali. Il cibo fa da “cuscinetto” tra il ferro e la parete intestinale.
  • Integrare con vitamina C: La vitamina C migliora l’assorbimento del ferro, quindi integrarla riduce la quota che resta nell’intestino.
  • Probiotici: I probiotici aiutano a riequilibrare la flora, contrastando i batteri gasogeni.
  • Tisane: Tisane calmanti come la menta, la melissa e la camomilla aiutano a ridurre le contrazioni intestinali eccessive.
  • Carbone vegetale: Il carbone agisce come una spugna che assorbe gas e tossine, alleviando il gonfiore.

Se questi rimedi non bastassero, il medico potrebbe decidere di cambiare la formulazione dell’integratore o persino la modalità di somministrazione, ad esempio utilizzando il ferro endovena.

Assumere ferro fa ingrassare o dimagrire?

L’assunzione di ferro non ha di per sé effetti dimagranti o ingrassanti. Tuttavia, la carenza di questo minerale può favorire l’aumento di peso.

Quando si è carenti di ferro, infatti, ci si sente più stanchi e spossati, il che porta a muoversi di meno e a compensare la mancanza di energie con cibi calorici e comfort food.

Inoltre, bassi livelli di ferro possono rallentare il metabolismo, rendendo più difficile smaltire le calorie assunte.

Al contrario, assumere la giusta quantità di ferro aiuta a mantenersi in forma, in quanto fornisce l’energia necessaria per essere attivi e bruciare più calorie. Inoltre, livelli adeguati di questo minerale permettono al metabolismo di funzionare correttamente.

Quindi, se da un lato l’integrazione di ferro in sé non fa né dimagrire né ingrassare, dall’altro lato correggere una carenza di questo prezioso nutriente può aiutare indirettamente a perdere peso o a non accumularne.

Conclusione

Il gonfiore addominale da assunzione di ferro è un effetto collaterale piuttosto comune, che deriva dall’irritazione della mucosa intestinale quando se ne assume una dose eccessiva rispetto al proprio fabbisogno.

Esistono però alcuni utili accorgimenti dietetici e integratori che possono alleviare questo fastidioso sintomo senza dover necessariamente interrompere l’assunzione di un minerale tanto prezioso qual è il ferro.

Basta seguire attentamente le indicazioni del proprio medico, integrare adeguatamente la dieta, e intervenire tempestivamente ai primi disturbi gastrointestinali modificando dosaggio o scegliendo un’altro integratore di ferro di qualità.

FAQ – Domande frequenti sull’assunzione di ferro e il gonfiore addominale

Come prevenire l’eccesso di ferro?

Per prevenire l’eccesso di ferro è bene limitare il consumo di carne rossa, frattaglie e molluschi che ne sono ricchi. Inoltre è bene non eccedere con l’integrazione di ferro e assumere vitamina C che ne favorisce l’assorbimento con moderazione.

Chi è a rischio di eccesso di ferro?

Sono a rischio di eccesso di ferro le persone affette da emocromatosi, chi assume frequentemente integratori di ferro, chi segue una dieta ricca di carne, le donne in gravidanza che assumono elevate dosi di ferro.

Cosa fare se il ferro fa male allo stomaco?

In caso di disturbi gastrointestinali da ferro è bene assumerlo a stomaco pieno, bere molta acqua e, se necessario, optare per una formulazione incapsulata o a rilascio prolungato meglio tollerata.

Quando il medico prescrive il ferro endovena?

La somministrazione di ferro per via endovenosa viene prescritta in caso di carenza severa, quando la terapia orale risulta inefficace o scarsamente tollerata. Richiede il controllo medico.